Novembre

1905

La formazione rotariana questa misconosciuta.                                          

Più volte, anche sela mia è rimasta un “vox inaudita”, ho posto l’accento sulla necessità che i nuovi soci, dopo la cooptazione, vengano fatti oggetto di attenzione da parte dei clubs attraverso una serie di attività tendenti a  dare loro una corretta e più completa informazione della filosofia e degli ideali rotariani.    

Ciò in quanto, come chiunque abbia avuto modo di constatare, il neofita, dopo un più o meno dettagliato “ curriculum vitae” illustrato dal suo presentatore, viene poi, nella maggior parte dei casi, abbandonato a se stesso libero di farsi del R. I. le proprie opinioni talvolta, purtroppo, non sempre corrette.

E’ pur vero che da parte dei “padrini”e delle apposite vigili commissioni nella scelta dei nuovi soci vengono osservati rigidi criteri selettivi sì da privilegiare elementi che abbiano “in nuce” le qualità del buon rotariano, tuttavia dette qualità, ancorchè presenti,necessitano pur sempre di ulteriore cura.

E il compito di accompagnare gradualmente nel processo di crescita all’interno del club di appartenenza i nuovi elementi non può che aspettare all’istruttore del club o, in mancanza, al suo Presidente di turno. Costoro, d’intesa con gli Organi del Direttivo,dovrebbero almeno due, tre volte l’anno, intrattenere i soci fornendo loro notizie particolareggiate sulla storia, la diffusione nel mondo, le regole e le finalità del R.I. ricordando sempre che si tratta di un club di servizio i cui membri sono tenuti a prestare il proprio servizio sia alla comunità locale che a quella internazionale e no l’occasione per sfoggiare un distintivo o per inserirsi in un contesto sociale più elevato nella speranza di ottenere benefici. Quanto sopra ritengo sia necessario se chi entra a far parte del sodalizio non ha chiaro “ab initio” il proprio compito, che è essenzialmente quello di servire al di sopra di qualsiasi interesse personale, la sua presenza non potrà che essere poi caratterizzata da disinteresse per i lavori del club, da un conseguente senso di frustrazione e di delusione che finiranno immancabilmente con il tradursi in continue assenze, al di là di quelle tollerate dal regolamento, e , possibilmente, anche in una cattiva pubblicità nei confronti della  Istituzione. Su quanto sopra, ritengo, che sia i clubs che i Distretti non dovrebbero far mancare la loro attenzione.

Domenico Ugdulena