Pubblicazioni 

L’interesse editoriale del Rotary club di Sant’Agata di Militello ha quale scopo istituzionale la promozione e la pubblicazione di studi storico-archeologici, nonché la conservazione di quanto sia idoneo al mantenimento della memoria storica del territorio nella sua più ampia accezione. L’attività editoriale è iniziata con la stampa della Collana “ CONTRIBUTI ALLA CONOSCENZA DEL TERRITORIO DEI NEBRODI” edita nel maggio del 1980.

Il primo volume della Collana, che ha per titolo “ San Marco D’Alunzio- cenni storici e monumenti”, è opera dell’ingegnere Domenico Ryolo, noto studioso e all’epoca Ispettore Onorario della Soprintendenza di Siracusa, competente per la provincia di Messina. Questa edizione è impreziosita dalla prefazione di Luigi Bernabò Brea illustre studioso della Sicilia, in particolar modo dell’epoca preistorica e protostorica.

Il secondo volume edito nel 1981 alla realizzazione del quale hanno contribuito vari autori reca il titolo “Testimonianze e memorie” .Il terzo e il quarto, sempre di autori vari, hanno per titolo rispettivamente:“ Miscellanea Nebroidea”1999 in occasione del trentennale del Club, e“ Nuove ricerche sul Valdemone Medievale” 2005 per la celebrazione del centenario del Rotary. Inoltre nella stessa collana sono stati pubblicati i seguenti contributi:  Matteo Morabito, “La strada della dorsale Peloritana nel contesto dei problemi del territorio messinese”  . G.L Castelli Principe di Torremuzza, “ Storia di Alesa”( reprint 1989). Nicola Russo, “Monografia della città di Capizzi antica e moderna in Sicilia” ( reprint1994).  Ewald Kislinger, “ Monumenti e testimonianze greco- Fuori collana sono stati anche pubblicati i seguenti scritti, di Umberto Andaloro“ Rotary 37 brani significativi”( 2001) e “ Le quattro vie dell’azione del Rotary” (2004);  AA.VV “ Accessibilità dei luoghi di vita e di lavoro” ( 2003); Massimiliano Fabio “ Guida pratica alla normativa italiana sull’immigrazione” (2006).L’intesa attività editoriale sarà ancor più valorizzata da un prossimo volume di AA.VV , edito nell’anno rotariano 2010/2011 dal Titolo “ Da Alesa ad Aghatirnum( studi in memoria di Giacomo Scibona)”.

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“Contributi alla conoscenza del territorio dei Nebrodi” è il titolo della “collana”, che il Rotary Club di Sant’Agata di Militello ha voluto creare, per solennizzare il suo decennale, che ricorre nell’anno rotariano 1979/80.
Un anno importante anche per il Rotary International,che compie il 75° anno dalla sua fondazione. Un ano, che il Governatore del 211° Distretto ha consacrato alla tutela del patrimonio culturale; tema questo, nel quale perfettamente si colloca l’iniziativa che ho avuto l’onore di promuovere, quale Presidente del Rotary, e che si prefigge lo scopo di raccogliere, pubblicare e diffondere scritti inediti concernenti il territorio dei Nebrodi.
La prima perla di questa “Collana” è rappresentata dal volume di Domenico Ryolo dal titolo “San Marco d’Alunzio”, un lavoro inedito, compilato sul finire degli anni ’50, che il Rotary ha recuperato e, fedelmente, ha fatto stampare con il consenso espresso dall’autore, al quale va il più vivo ringraziamento per aver reso possibile, disinteressatamente, la pubblicazione del suo studio, il cui valore, a prescindere dalle pregevoli idee espresse, maturate in piena autonomia di giudizio e di critica, è rappresentato dal fatto che esso contiene rilevazioni, descrizioni e fotografie di monumenti in gran parte ormai perduti per sempre.
La prefazione al volume porta la firma del Prof. Luigi Bernabò Brea, al quale va la gratitudine mia personale, e del Rotary, per aver accettato di onorare, con il Suo nome, il primo volume della “Collana”.
La presentazione del volume di Ryolo su San Marco d’Alunzio mi fornisce l’occasione per attirare l’attenzione delle Autorità sullo stato di pressocchè totale abbandono, nel quale versano la maggior parte dei monumenti del territorio dei Nebrodi, di cui San Marco d’Alunzio è uno degli esempi più vistosi ed allarmanti.
A San Marco, a Mistretta, a San Fratello ed in decine di altri Centri della zona esistono opere di interesse artistico, storico e culturale che richiedono un intervento urgente e qualificato, per essere conservate alle future generazioni. Intervenire è indilazionabile!
E’ questo l’appello che a nome del Rotary io rivolgo a tutti coloro che sono in grado di spiegare un qualche intervento costruttivo. Siano essi politici, tecnici, specialisti istituzionalmente preposti alla conservazione del patrimonio artistico-culturale, appassionati che hanno la volontà di incidere in qualche modo su una realtà già assai compromessa.
Mi sia consentito, prima di chiudere questa breve premessa, ricordare, per un momento, i Presidenti che mi hanno preceduto nella guida del Club di Sant’Agata di Militello. Per primo Domenico Gullotti, il fondatore, l’uomo sempre presente in questi dieci anni di Rotary a Sant’Agata; Giuseppe Cangemi, custode della legalità rotariana; Giuliano Calapaj, infaticabile realizzatore; Gioacchino Gullotti, sottile organizzatore; Giuseppe Gembillo, attento alle aspirazioni dei giovani; Francesco Antonio Trassari, esempio di impegno rotariano; Francesco Collica, sensibile alle istanze sociali; Saro Parisi, fondatore del Rotaract e animatore della stampa rotariana; Matteo Florena, benemerito della Rotary Foundation.
A questi uomini va il merito di avere illustrato negli anni il Club e di avere tenuto vivo l’ideale di Paul Harris. A quanti verranno e mi succederanno nella Presidenza, affido il compito di continuare nell’opera intrapresa con la creazione della “Collana”, che ho portato avanti nell’esclusiva convinzione che l’”oblio del passato rappresenta la decadenza del presente” e che il servizio per la società è la sola ragione della vita dell’uomo, che, in ogni momento, ha il dovere di servire l’uomo.
Carlo Marullo di Condojanni

 
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Ma “l’avventura editoriale” non finisce  qui………………  Infatti è’ in attesa di pubblicazione, nella nuova Miscellanea Nebroidea, programmata dall’attuale Presidente Incoming Fausto Bianco per l’anno 2010/11, un mio saggio su un momento storico poco studiato del Comuna di Galati Mamertino. Nel testo viena spigolata la baronia Lo Squiglio che fu da Pietro acquistata nel 1612. La terra passò da un Lo Squiglio all’altro per tre generazioni, per venire infine venduta alla famiglia Amato nel 1640 con una serie di passaggi intermedi in corso di studio.
Questo lavoro è sviluppato in sei brevi capitoli e serve quale premessa a una monografia più impegnativa già programmata, che si avvarrà di una corposa ricerca d’archivio ancora in atto.
I singoli capitoli fanno prima un breve excursus sulle vicende storiche del sito (La valle del torrente Fitàlia; Galati fra X e XV secolo; Feudalismo); si passa poi in rassegna l’acquisto, il possesso e la vendita della Terra da parte della famiglia Lo Squiglio (La famigli Lo Squiglio, la baronia Lo Squiglio a Galati ), concludendo con un cenno non impegnativo – in attesa della traduzione degli inediti documenti recuperati presso l’Archivio di Stato – su Il culto jacopeo a Galata.
Salvatore G. Vicario

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Rotary Club, un libro sul Valdemone.

Iniziativa del Rotary Club di Sant’Agata di Militello presieduto da Pippo Ricciardo da Ficarra, nella Chiesa di SS. Annunziata di San Marco d’Alunzio, , è stato presentato il volume  Nuove ricerche sul Valdemone”. La pubblicazione del libro porta  ad otto le “perle” che vanno ad arricchire la collana delle pubblicazioni, “ Contributi alla conoscenza del territorio dei Nebrodi”, curata dal Rotary. Alla realizzazione dell’opera, patrocinata dal Comune Aluntino, hanno collaborato l’Istituto di Studi Bizzantini e Neoellenici dell’Università di Vienna ed il Circolo Anspi Demenna di San Marco d’Alunzio. Tre sono gli autori che hanno saputo descrivere tre diversi aspetti legati, dal settimo secolo e per oltre un millennio, al territorio del Valdemone, “spazio” di variabile ampiezza fino ad includere l’intera Sicilia nord-orientale. Ewald Kislinger, descrive storia ed archeologia di Demenna (San Marco d’Alunzio), città e territorio, rievocando la memoria storica del legame tra l’uomo e il suo ambiente culturale, un patrimonio da valorizzare. Shara Pirrotti descrive le coordinate di un itinerario normanno nel Valdemone, indicando nell’antico “sentiero”una via moderna per una migliore fruizione del patrimonio storico, architettonico e paesaggistico. Calogero Drago, con puntuali riferimenti storici arricchiti di “indicatori” economici, illustra la presenz della comunità ebraica in Demenna ed in San Marco fino alla loro espulsione nel 1492.
Articolo tratto dal bollettino 2005/06 del Rotary Club di Sant’Agata di Militello.

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