Mimì Ugdulena

Ricordo come fosse ieri la visita di Ferruccio Vignola al nostro Club nel suo anno di Governatorato.

 Svolgevo, allora, le mansioni di Prefetto e non nascondo di essere rimasto colpito dal grande entusiasmo, dalla volontà di fare, dalla carica di simpatia, dallo spessore di rotariani DOC sia di Ferruccio che dei cari Salvatore Lo Curto che di Vito Longo che lo accompagnavano. E se è vero che alla base di qualsiasi amicizia vi è anzitutto la reciproca attrazione dovuta ad una uniformità di idee e di sentimenti, fattore questo che dovrebbe essere comune a tutti i rotariani, essendo universale il credo rotariano, l’affinità elettiva nei confronti di Ferruccio, di Salvatore e di Vito, ha trovato ulteriore particolare alimento nel loro tangibile impegno nel sociale. Mi riferisco qui in particolare alla solidarietà in favore dei disabili che vede il Club di Castel Vetrano impegnato – se non vado errato da ben 19 anni – in una azione altamente meritoria quale  è l’hendicamp, azione che lungi dal volersi sostituire ai compiti degli Enti Locali, tende ad additare alla società nuove e più adeguate vie di comportamento al posto di quelle istituzionali di vecchia tradizione assistenziale. Non posso non ricordare al riguardo che sulla scorta del Club di Castel Vetrano anche il Distretto a cui apparteniamo porta avanti, già da alcuni anni, dei programmi per tentare di alleviare la sofferenza tanto di molti disabili che di giovani a rischio abbandonati dalla società alla loro sorte. Ne è palese testimonianza il Forum tenutosi a Palermo nei giorni 29 e 30 novembre del 96 con lo specifico tema: “ Volontariato, giovani a rischio ed Handicamp”. Forum seguito dalla firma di un protocollo di intesa tra il Distretto ed i Sindaci di Palermo e Castel Vetrano per lo sviluppo congiunto del programma: “ un andicappato per amico”.

 E come non menzionare l’impegno in tal senso del caro Davide Durante?

L’iniziativa tende in particolare a coniugare amicizia e solidarietà nel tentativo di riuscire a cogliere le necessità del singolo disabile per provvedervi nelle forme e nei modi più idonei. –Neanche il nostro Club è rimasto insensibile alla specifica problematica talchè già negli anni 93/94, sotto la presidenza di Franco Mangano, e 96/97, sotto la presidenza di Gennaro D’Uva, ha organizzato degli Handicamp per alcuni disabili del comprensorio. L’iniziativa verrà ripresa quest’anno, infatti è già in fase avanzata di organizzazione un ulteriore handicamp per i primi giorni del prossimo mese di giugno. Al riguardo è oltremodo confortante constatare come il problema dei disabili vada via via coinvolgendo nei vari Distretti un numero sempre maggiore di Club.

Ricordo tra le altre iniziative intraprese:

  • Il Club di Roma nord ovest, che ha creato nel decennale della propria fondazione un centro di ippoterapia e riabilitazione equestre per andicappati;
  • Il Club di Cittadella, che nel 97 ha privilegiato come “service” l’iniziativa di inserire i giovani disabili nel mondo del lavoro devolvendo una congrua offerta in favore del “servizio inserimento lavoro disabili”. Uno dei soci del Club ha addirittura assunto a tempo indeterminato un disabile nella propria azienda;
  • Il Club di Feltre, Socio fondatore della Associazione Centro Internazionale del Libro Parlato di Feltre,  nata per dare risposta alle esigenze di studio e lettura dei non vedenti;
  • Il “Centro Internazionale di Ricerche per l’auto sufficienza degli andicappati” fondato con il patrocinio di alcuni Club Milanesi;
  • Gli Handicamp organizzati in Abruzzo da alcuni Club di quella zona;
  • Il Club inglese di New Forest che, nei primi anni novanta, riuscì a raccogliere i fondi necessari per l’acquisto di una imbarcazione adeguatamente attrezzata per permettere ai disabili di effettuare delle gite per mare;
  • Il Club di Macerata, che nel 96 ha donato alla “Croce gialla di Recanati” un impianto di tele soccorso per disabili ed anziani.

Con il comune filo conduttore della solidarietà umana e della cura degli andicappati, l’idea del gemellaggio, che è un modo gradevole di coltivare lo spirito di amicizia, di quella amicizia che è il motore del Rotary, non poteva trovare un terreno più favorevole.

Voglio augurarmi anzi che l’odierno gemellaggio tra i nostri Club sancisca una uniformità di intenti cha valga potenziare ogni sforzo perché il progetto “Handicamp” possa trovare diffusione sempre maggiore negli altri Club.

Tema dell’anno in corso dal Presidente Internazionale è, come noto a voi tutti, “Vivi il tuo sogno rotariano”.

Orbene, il mio sogno rotariano sarebbe quello di vedere una buona parte dei Club del Distretto uniti in un’azione comune tendente a sostenere il più concretamente possibile gli ideali rotariani attraverso iniziative, quale ad esempio quella che ci riguarda da vicino, che più di altre valgono a far conoscere il nostro Rotary dalla società o, come altri ha detto,  “a portare il Rotary fuori dal Rotary”.

Penso sia il momento di far capire il vero significato del “servizio” rotariano che, ben lungi dall’essere rappresentato da conviviali più o meno ricche ed appetitose e da dotte conferenze più o meno in linea con i tempi – la cultura del resto dovrebbe essere patrimonio comune ai Soci – deve viceversa essere testimonianza palese di un impegno civile sociale che riesca utile a tutti.

Come ricorda Raffaele Pallotta d’Acquapendente: “ l’Azione di Pubblico Interesse fin dai suoi primordi è stata all’avanguardia nei progetti di servizio per la cura degli andicappati ed il suo principio ispiratore è stato quello di inserire i portatori di handicap nella vita di tutti. L’indirizzo del Rotary è basato sul principio che le persone con qualche invalidità non sono semplicemente persone invalide ma sono persone cui accade di avere delle invalidità fisiche o mentali e che preferiscono vivere ed hanno diritto di vivere, nei limiti del possibile, lo stesso genere di vita di quelle senza tali problemi. Il nostro compito di rotariani è quello di aiutarli a sentirsi meno soli, meno diversi e – perché no – utili alla società; buona parte di essi potrebbe agevolmente, grazie alle nuove tcnologie informatiche e telematiche, essere inserito nel mondo del lavoro.

La realtà, purtroppo, continua ad essere, forse anche per un certo ritardo delle Istituzioni, ben diversa. Esistono ancora Uffici pubblici ed addirittura Chiese sprovviste di accesso per i disabili e non è raro vedere, per l’inciviltà degli utenti della strada, posteggi riservati ai portatori di handicap o scivoli per facilitarne l’accesso ai marciapiedi occupati da veicoli abusivamente posteggiati nel disinteresse più totale da parte dei Tutori del traffico. In molte città vi è carenza di mezzi di trasporto adeguati all’assistenza domiciliare ed al trasporto scolastico; pochi gli assistenti igienico-personali e spesso non sufficientemente preparati e tutto ciò perché, purtroppo – oramai alle soglie del 2000 – i disabili continuano ad essere considerati da buona parte della società cittadini di serie B.

Da quanto precede, ritengo, risulti evidente come non sia soltanto un problema di erogare servizi maggiormente adeguati, ma vi sia principalmente l’esigenza di creare una cultura della diversità e della disabilità in mancanza della quale qualsiasi sforzo per cambiare modelli organizzativi e per favorire l’inserimento e l’integrazione di tali soggetti nella società non può che cadere nel vuoto.

A noi dunque il compito di svegliare, quando occorre, la coscienza sociale, di farci promotori di progetti validi e soprattutto utili in favore di questi nostri fratelli meno fortunati, purtroppo abbastanza numerosi.

E termino ringraziando il Presidente e i Soci del Club di Castel Vetrano per la loro calorosa accoglienza con l’auspicio che al gemellaggio possano far seguito contatti più frequenti nel comune intento di portare sempre più all’attenzione delle Istituzioni e degli Enti interessati il problema dei disabili per un futuro migliore in una società meno egoista.

Mimì Ugdulena