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Cari amici,

parole e idee possono cambiare il mondo’.

Senza questa fulgida consapevolezza, nessun Prometeo di ieri e di oggi, che si chiamasse Socrate, Galileo o Voltaire, avrebbe insegnato all’umanità che una vita senza ideali non è degna di essere vissuta.

Voltaire, invero, ha luminosamente dimostrato che è lecito dissentire dal pensiero dell’altro, purché si sia pronti a difendere sino alla morte la sua libertà di esprimerlo.

A  Socrate i valori e le conquiste di un’intera vita sono costati la vita stessa. Galileo ha rischiato la prigionia e la tortura, per la sola attualissima colpa di aver osservato il mondo da un’angolazione diversa.

Nel suo caso, l’angolazione giusta.

Di cosa stupirsi?

Martin Luther King avrebbe concluso che, se una persona non ha scoperto nulla per cui vorrebbe morire, non è adatta a vivere.

E la storia, del resto, zampilla di uomini e donne, vicini e lontani, che dalla lente fosca di un ingombrante cannocchiale, dai ghetti malsani di una squallida periferia, hanno sacrificato la propria vita per il progresso materiale e spirituale del pianeta e di arditi guerrieri della luce che, muniti di spade di giustizia e scudi di virtù, hanno garantito ai loro popoli un’esistenza dignitosa e libera.

Tuttavia, la morale che si trae da questa storia infinita di conquiste è più alta e grandiosa delle conquiste stesse.

E’ la profetica certezza che ‘parole e idee possono cambiare il mondo’.

Il progetto ‘Heal the world’ è la versione rotaractiana di tale certezza.

Esso nasce laddove la terra illibata profuma di aloe, laddove le donne, con candelabri in capo, danzano ancora per ogni bimbo che nasce, per ogni sole che fa capolino dopo un’indomita tempesta, battendo fiere i palmi delle mani al ritmo di frenetici berimbau.

Ma è proprio lì, laddove felice è chi sa far tesoro dell’essenziale, che Anaya, Rashid, Asad e migliaia di bambini come loro condannati ad una non vita lanciano inascoltati un risonante grido d’aiuto.

Nessuno pretenda letteralmente di cambiare il mondo: sarebbe irrealistico. Ma creda ciascuno di voi di poter cambiare se stesso, rispondendo a questo grido.

Cari amici, quando tre anni fa la spilla presidenziale dell’Interact mi è stata apposta sul cuore, è cominciata per me e per i miei compagni di viaggio, Soci fondatori di un Club destinato a grandi traguardi, una tra le esperienze più degne di essere vissute.

Oggi una nuova investitura, immeritatamente, si lega al mio percorso  ed è con lo stesso orgoglio e la stessa soddisfatta commozione di allora che mi appresto a guidare il Rotaract di Sant’Agata nell’anno di servizio che si apre dinnanzi.

Molteplici le sfide, in ambito locale, distrettuale ed internazionale,  che ci proponiamo di affrontare e vincere.

A tenerci uniti saranno l’impegno, la passione e la partnership.

A farci strada sarà l’intima consapevolezza di ciascuno che nulla è impossibile, se lo si vuole davvero.

Grazie a tutti.

Agli amici vecchi e nuovi, vicini e lontani, agli interactiani e ai rotaractiani di ieri e di oggi, alla Prof.ssa Cappotto, a Massimiliano Fabio e ad Elisa, al Past President Fausto Bianco e al Presidente Faraci, all’Avv. Zuccarello, all’Avv. Ugdulena, al Dott. Di Giorgio, al Dott. Ricciardo, alla Prof.ssa Lidia Calimeri, al Prof. Liuzzo, ad Emilio, Dario ed al Rotary Club tutto.

A Giovanni Adamo, Salvo D’Angelo, Carlo Melloni, Alessandro D’Aveni ed agli affettuosissimi amici ospiti provenienti da più angoli del Distretto.

All’amico Andrea Barone, per il sincero affetto e la cordiale vicinanza dimostratimi in anni di intenso e fruttuoso interscambio con la famiglia rotariana.

A Margoth, Stefano, Sara, Francesca, per aver raccolto la sfida di portare alto il nome dell’Interact di Sant’Agata cui la mia storia personale è così inscindibilmente legata.

Ad Alessia, per il coraggio, la dedizione e l’amore con cui ha saputo prendersi cura del Club, insegnandoci che un giorno senza sorriso è un giorno perso.

Agli insostituibili membri del Direttivo che ho l’onore di guidare, a Davide, Matilde, Alessia, Stefania, Cristina, Renata, Elsa, per non avermi fatto pentire, neppure nei momenti più foschi, di averli voluti al mio fianco.

A tutti i cari Soci del RAC Sant’Agata, uno per uno, per ogni piccolo enorme contributo volto a rendere il Club una realtà migliore.

Grazie, infine, a tutti coloro che credono ancora in qualcosa e ‘riescono ad occupare il minuto inesorabile, dando valore ad ogni minuto che passa’.

Kipling insegna: ‘di costoro è la Terra e tutto ciò che è in essa’.

Grazie.      Ciro