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Per me l’Interact è nato quasi per gioco, ho incontrato Ciro che con quella sua tipica arte oratoria me ne fece venire curiosità. Pensavo di trovare una semplice associazione, invece ho conosciuto persone fantastiche a cui mi sono subito legata, come la nostra Saretta che, per la pazienza e il tempo che mi dedica, ormai considero una sorella maggiore.

E’ questa la cosa più bella che ho imparato da interactiana: non ci sono cariche per differenziarci, perché eletto non è sinonimo di elevato; ci sentiamo tutti parte attiva di un qualcosa… e quel qualcosa per noi è l’Interact.

Potrebbe sembrare stupido o forse lo è, non lo so, ma dovreste veramente vederci insieme: la voglia di divertimento di Francesca, l’ordine che riporta Alberto, le battute di Giuseppe, sono un vortice di emozioni che, vi assicuro, travolgerebbe chiunque.

Alla fine non siamo che ragazzi, giovani e inesperti, ma rimanendo uniti possiamo andare avanti e, soprattutto, possiamo farlo bene. In questo anno ci proponiamo di organizzare delle attività per incrementare il numero di membri nel Club e spero di saper trasmettere nei nuovi arrivati quel messaggio di “service above self ” che i precedenti presidenti hanno saputo infondere in me. Auspico di riuscirci con l’aiuto del direttivo.

Seguendo il telegiornale, da ragazza, rimango sempre più sconvolta dalle notizie riguardanti il mondo femminile.

E’ passato tantissimo tempo da quando la donna ha ottenuto il suo primo diritto, quello del voto, ma sembra che non sia cambiato nulla da allora. Ancora oggi molta gente è ancorata a quel coatto e superficiale pensiero che vede la donna come un surrogato, un qualcosa di non importante per il mondo. Ed in questi casi mi chiedo perché si parli spesso di progresso, di evoluzione, quando, al momento di tirar le somme, vengon fuori elementi che si reputano migliori di altri.

Lo stesso Platone, spiegando il suo modo di vedere i due sessi in uno dei suoi miti, afferma che ogni attività, per l’uomo e la donna, deve essere comune; e se ogni attività deve essere comune, è ovvio che uomini e donne debbano ricevere la stessa educazione e debbano essere trattati in ugual maniera. Se dunque, facendo un esempio, le persone calve fanno i calzolai, a rigor di logica, i chiomati non potrebbero fare i calzolai.

Il problema sta nel come si usano i concetti di <<identico>> e <<diverso>>: i calvi sono sicuramente diversi dai chiomati, ma ne consegue forse che esistono differenze rilevanti al punto da determinare una radicale distinzione di funzioni ed attività?

Spesso, credo, sarebbe più opportuno usare l’espressione <<differenza naturale>> solo ed esclusivamente legata all’attitudine innata a svolgere certi compiti. In questo senso, quindi, potremmo dire che un medico è diverso da un idraulico perché hanno attitudini differenti, ma non che un medico uomo sia più capace di un medico donna.

Suppongo che ormai sia ben chiaro ciò che affronteremo in questo nuovo anno interactiano che ci aspetta, saranno tenuti corsi di formazione, conferenze sulla donna e sulla forza che ha saputo dimostrare al mondo anche quando tutti le voltavano le spalle. Quello che abbiamo pensato di organizzare per il periodo di Natale è una sfilata per raccogliere fondi da destinare alla Rotary Foundation. Come prima attività, invece, ho pensato di portare a termine il programma di Sara perché un nuovo presidente non deve essere icona di cambiamento ma di continuità. Aveva progettato di creare una biblioteca nei locali di pediatria nell’ospedale di Sant’Agata di Militello e, poiché a causa di impegni improrogabili non siamo riusciti a svolgere l’attività, il club si ripropone di portarla a termine nel prossimo mese di Agosto.

Insieme, attraverso la forza delle nostre idee, ci prodigheremo per sensibilizzare quel che ci circonda e alla fine, ogni piccola nostra azione contribuirà per migliorare il mondo in cui viviamo.

Margoth Nicosia