VENERDI’ 14 MARZO, il Prof. Giancarlo De Vero, ordinario di Diritto Penale e Direttore del dipartimento di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Messina ha relazionato sulla “DISCIPLINA PENALE DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA“, con riferimento al reato di clandestinità.

La Sentenza dell’anno 2011 emessa dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha ritenuto il reato di clandestinità, previsto dall’ordinamento giuridico italiano nel cosiddetto “pacchetto sicurezza”, in contrasto con la Direttiva europea sui rimpatri dei clandestini.

Infatti la pena detentiva prevista dalla normativa italiana per il reato d’immigrazione clandestina diverge con la prescrizione di allontanamento coattivo, che deve essere perseguito anche qualora l’immigrato irregolare non ottemperi all’ordine di lasciare il territorio nazionale.

Tale sentenza ha sollecitato l’abrogazione effettuata dal Senato, nello scorso mese di Gennaio, del carattere penale del reato di clandestinità e la relativa trasformazione in illecito amministrativo, pur permanendo il rilievo penale delle violazioni dei provvedimenti amministrativi adottati in materia.

Pertanto, secondo il Senato, l’immigrato che entra per la prima volta in Italia in maniera irregolare non sarà sottoposto a procedimento penale, bensì verrà espulso, mentre in caso di recidiva verrà contestato il reato.

Tale previsione normativa è in discussione alla Camera dei Deputati.

In conclusione, l’illustre relatore ha evidenziato che nè la pena detentiva, nè l’ammenda, previsti dall’ordinamento giuridico italiano hanno sui migranti clandestini alcun effetto dissuasivo e che, in considerazione del costo, il problema del rimpatrio negli Stati di provenienza non può essere solo di competenza italiana, bensì deve riguardare l’intera comunità europea.

Alla relazione è seguito un interessante dibattito.

Giancarlo De Vero, Glauco Milio
Giancarlo De Vero, Glauco Milio

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